iOS 14 Come Apple vuole fornire maggiore privacy

5. novembre, 2020

Cosa dovrebbero sapere gli utenti iPhone e gli inserzionisti sul nuovo aggiornamento iOS.

La scorsa estate Apple, a seguito di diverse release e durante l’edizione online del Worldwide Developers Conference (WWDC), ha annunciato il nuovo aggiornamento per i suoi cinque sistemi operativi: iOS, iPadOS, macOS, watchOS e tvOS. iOS 14, in particolare, promette agli utenti iPhone numerose innovazioni che generano molto entusiasmo, ma anche altrettante critiche, molto prima del suo rilascio.

Il motivo: con il sistema operativo mobile iOS 14, Apple limita l’accesso al device advertising ID – l’IDFA –  del dispositivo impedendo una visione indesiderata dei dati dell’utente. Ciò significa che la pubblicità personalizzata basata sul tracciamento in app sarà possibile solo con il consenso esplicito dell’utente. Eccezione fatta per la stessa rete pubblicitaria di Apple.

iOS 14: cosa c’è di nuovo?

16 settembre 2020 – il nuovo sistema operativo per iPhone iOS 14 diventa disponibile per il download gratuito in Italia. Il requisito minimo per l’aggiornamento è, come per iOS 13, l’ iPhone 6s o 6s Plus. Oltre al nuovo aspetto dell iconica home screen, maggiore intuitività e app più intelligenti e personalizzabili, la nuova versione mobile si concentra sulla privacy degli utenti.

“La protezione dei dati è un diritto umano fondamentale ed è al centro di tutto ciò che facciamo. Ecco perché con iOS 14 ti offriamo un maggiore controllo sui dati che condividi e maggiore trasparenza su come vengono utilizzati” Apple Inc.

Tuttavia l’aggiornamento non è ancora completo perché questa release, probabilmente la più discussa di iOS14, non è ancora stata terminata. Apple ha spostato il lancio delle restrizioni alla raccolta dati in app  (disattivando di default l’Identifier for Advertisers – IDFA) all’inizio del 2021.

Secondo il gruppo, questo passaggio ha lo scopo di dare ad aziende e developer interessati dalle restrizioni più tempo per apportare le modifiche necessarie. D’altra parte , sta presumibilmente reagendo anche alle dure critiche mosse da sviluppatori ed inserzionisti, primo su tutti Facebook.

Cos’è esattamente un IDFA?

L’Identifier for Advertising, o IDFA, è un identificatore specifico e univoco di cui dispone ogni dispositivo iOS. L’IDFA viene utilizzato da sviluppatori e inserzionisti per monitorare le attività degli utenti per fini pubblicitari venendo utilizzato principalmente per tracciare le vendite, visite, download e per le campagne di retargeting e fino ad oggi è sempre stato impostato come opt-out di default.

Gli utenti tuttavia possono autonomamente disattivarlo o ripristinarlo in qualsiasi momento. Abilitando “No Ad Tracking” nelle impostazioni del dispositivo mobile, gli inserzionisti non potrebbero più utilizzare l’IDFA per erogare annunci personalizzati e basati sugli interessi. Purtroppo la maggior parte degli utenti non ne sono consapevoli e vengono perciò tracciati quasi di nascosto. Con l’aggiornamento a iOS 14, l’iPhone avrà l’opt-in di default e questo problema sarà risolto.

Questo cambiamento ha lo scopo di garantire che ogni fornitore di app debba chiedere all’utente il permesso per utilizzare l’IDFA e divulgarlo. Inoltre, se un publisher volesse accedere all’IDFA dell’utente, sarebbe necessario chiedere il consenso esplicito per ciascuna singola app. In futuro l’App Store, in aggiunta alla privacy policy, indicherà anche quali dati dell’utente verranno utilizzati e con chi saranno condivisi.

Dal punto di vista della privacy sono misure esemplari. Paradossalmente, però, queste stesse regole non vengono applicate alla piattaforma di Advertising di Apple, alla quale resta garantito il caro vecchio opt-out, garantendosi così un accesso privilegiato ai dati degli utenti e consentendole, più avanti, di espandere ulteriormente la propria quota di mercato pubblicitario.

Cosa cambia per gli inserzionisti?

Ci sono già state forti proteste da parte di sviluppatori e inserzionisti contro il rilascio della protezione al tracciamento di iOS 14, poiché si temono enormi restrizioni in termini di copertura. Queste modifiche però hanno meno impatto sulle campagne di app install pure, perchè essendo remunerate ad installazione, vengono spesso erogate senza audience targeting. Tuttavia il problema rimarrà in fase di attribuzione: fino ad ora le installazioni venivano assegnate tramite IDFA o l’Advertiser ID specifico per iOS e Android. A seguito dell’aggiornamento per i dispositivi iOS questa procedura dovrà essere abbandonata. Una soluzione a questo problema tuttavia c’è ed è l’interfaccia App API chiamata SKAdNetwork introdotta da Apple. Il gruppo stesso la descrive come:

“API che consentirebbe l’attribuzione dell’installazione di app mobile preservando la privacy. SKAdNetwork è un framework per l’attribuzione di installazioni mobile che preserva la privacy. Ha lo scopo di aiutare a misurare i tassi di conversione delle campagne di app install (CPI) senza compromettere l’identità degli utenti.”

Come funziona? Le installazioni verranno ora misurate e assegnate tramite l’App Store utilizzando altri parametri come l’AdNetwork ID e il Campaign ID, mentre l’IDFA verrà completamente eliminato dal processo. Ciò garantirà la registrazione delle install, ma questa non potrà essere assegnata ad un utente specifico, preservando così la privacy e l’anonimato. Tuttavia, il tracciamento delle azioni post-install non sarà più possibile, dando ad inserzionisti ed editori enormi problemi di ottimizzazione.

Ad Network come Facebook & Co. temono quindi un impatto enorme sulla spesa pubblicitaria. In un comunicato Facebook ha dichiarato la rete pubblicitaria iOS “inefficace” per il futuro. Il presupposto è che molti utenti rifiuteranno il consenso al tracciamento non appena si renderanno conto che le loro attività in app sono monitorate tramite IDFA. Facebook ha avvertito gli iscritti del suo Audience Network che se la personalizzazione degli annunci verrà rimossa, in caso di campagne install dovranno aspettarsi una perdita di entrate pubblicitarie di oltre 50%. Attualmente stanno lavorando a strategie per supportare gli editori, ma finora non ci sono soluzioni concrete.

Tuttavia, non c’è ancora motivo per inserzionisti e marketer di farsi prendere dal panico, perché non tutti sono interessati dalle nuove normative iOS 14 quanto Facebook & Co..

Il targeting cookie based per i dispositivi Apple funziona ancora ovviamente e l’inventory iOS in-app può ancora essere monetizzata tramite campagne senza targeting specifico.

Questo è un problema principalmente per gli annunci personalizzati e per le campagne di user acquisition all’interno di iOS14.

Considerata l’elevata quota di mercato Android in Italia (circa 75%) gli effetti a riguardo saranno probabilmente limitati. Un approccio simile sul lato Android avrebbe molte più conseguenze in termini di restrizioni di targeting. Fortunatamente al momento non è così.

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